Giuseppe Granieri su BookCafe

01/03/2010 at 11:03
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DAL BLOG DI GIUSEPPE GRANIERI

«Quel che è certo è che la necessità di inventare nuovi modelli di business si sta rivelando anche un’opportunità per disintossicare i media da tante scorie a cui si sono assuefatti, e riscoprire così modalità per fare informazione in modo autorevole pur senza annoiare. E’ il momento, per la macchina delle notizie, di fare un serio “tagliando”, pulire filtri e scarichi e tornare in strada alimentata da nuovi combustibili meno inqunanti».
I disclaimer vanno da sè: domani, a Milano, parleremo proprio di questo libro (L’Ultima Notizia), e puoi tenerne conto mentre leggi il mio giudizio. Potrei anche esimermi dal darne uno, in effetti, ma alla fine ci tengo. L’ho appena finito di leggere e mi è «piaciuto» molto. Non a caso dico «piaciuto» parlando di un saggio che in realtà dovrebbe puntare ad altre valutazioni prima che all’esperienza di lettura: è che è proprio scritto bene, piacevole da leggere, ricco di spunti e di deviazioni letterarie e culturali. E poi, è il tipo di saggio che spero sempre di trovare: ha una trattazione elegante, non fa polemica, argomenta diversi punti di vista in modo molto pacato e completo e copre brillantemente uno scenario molto complesso, restituendo al lettore l’onere di costruirsi un’opinione informata. Cosa importante soprattutto in un periodo in cui nessuno ha soluzioni in tasca e ogni punto di vista diverso è un ampliamento di prospettiva.
Se dovessi trovargli una pecca (a parte la copertina che non incrocia il mio gusto) direi che forse il titolo non gli rende giustizia, perché è un libro sul digitale più che sulla crisi del giornalismo. Ma è anche vero che, di questi tempi, il giornalismo ha tanto bisogno di buoni libri sul digitale.

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