4 Febbraio 2005
USA: PUBBLICHE LE CARTE WATERGATE, MA NON
GOLA PROFONDA/ANSA

UNIVERSITA' TEXAS PRESENTA ARCHIVI DI
WOODWARD E BERNSTEIN

(di Marco Bardazzi)
(ANSA) - NEW YORK, 4 FEB - Ci sono gli appunti nervosi presi in
un'aula di tribunale il 17 giugno 1972 da un giovane reporter di
Washington, inconsapevole di essere all'inizio del più celebre scoop
nella storia del giornalismo. Ci sono le trascrizioni di ore di interviste e i
documenti serviti per incastrare Richard Nixon. L'unica cosa che
manca, ora che le carte del Watergate sono diventate pubbliche, sono
gli indizi sull'ultimo mistero: chi era Gola Profonda?

Carl Bernstein e Bob Woodward, i due cronisti del Washington Post
che nel 1972 cominciarono l'inchiesta costata la Casa Bianca a Nixon,
hanno inaugurato sorridenti una mostra delle 'Watergate Papers'
all'Università del Texas di Austin, l'istituzione che ha acquistato le carte
per 5 milioni di dollari e ora le ha rese per la prima volta pubbliche,
anche su Internet. Ma entrambi sono stati attenti a dribblare le
domande sull'identità della misteriosa fonte che dallo staff presidenziale
guidò l'inchiesta giornalistica con continue soffiate.

Dalle 75 casse di documenti che Woodward e Bernstein hanno ceduto
all'università per permettere d'ora in poi agli studiosi di valutarli, sono
state accuratamente rimosse tutte le carte che possano offrire spunti su
'Deep Throat' e su altri personaggi a cui fu garantito all'epoca
l'anonimato. Quei fogli sono chiusi in una cassaforte a Washington e i
due giornalisti - gli unici che conoscono l'identità della fonte, insieme
all'ex direttore del 'Post', Ben Bradlee - hanno ribadito che li
renderanno pubblici solo dopo la morte degli informatori.

"Pensavamo che molte di queste persone a questo punto sarebbero
state morte - ha detto Woodward durante la cerimonia di
inaugurazione - ma la gente vive assai più a lungo al giorno d'oggi. E'
sorprendente come vivano a lungo". Un accenno che fa pensare che
Gola Profonda sia una persona estremamente anziana.
Il materiale che adesso è a disposizione di storici, studiosi e semplici
appassionati, è quello di cui Bernstein e Woodward si servirono non
solo per la serie di articoli sul 'Post', ma in seguito per scrivere il libro e
il film 'Tutti gli uomini del presidente' (i due reporter furono portati sul
grande schermo da Dustin Hoffman e Robert Redford).

Tra i documenti messi in mostra c'é il block-notes sul quale
Woodward il 17 giugno 1972 prese gli appunti sull'udienza contro
cinque uomini arrestati nella notte per aver cercato di entrare negli uffici
del quartier generale del Partito Democratico, nel complesso del
Watergate a Washington. Quello che all'inizio sembrava un banale
tentativo di furto con scasso, si trasformò ben presto in uno scandalo
che alla fine spinse Nixon, nel 1974, alle dimissioni. Le carte offrono
molte informazioni inedite, come quelle contenute nelle 42 pagine
dattiloscritte di trascrizioni di otto interviste fatte da 'Woodstein' -
come il loro direttore chiamava i due cronisti - a uno degli avvocati di
Nixon, J.Fred Buzhardt, che raccontava come avesse capito dal
contenuto dei nastri registrati nello Studio Ovale che il presidente non
aveva speranza di sopravvivere allo scandalo.

Tra i primi a presentarsi all'ingresso della mostra sono stati un
professore di giornalismo della University of Illinois, Bill Gaines e un
gruppo di suoi studenti. Gaines dal 1999 ha avviato un programma di
ricerca nell'ambito del quale gli studenti sono andati a caccia di Gola
Profonda, studiando tutti i documenti disponibili e lo scorso anno ha
concluso che il candidato più probabile è Fred Fielding, vice
consigliere di Nixon (che ha negato). Adesso il gruppo di ricerca vuol
studiare le carte di Woodward e Bernstein, cercando indizi per
risolvere il mistero.

"Una delle cose che mostrano queste carte - ha detto Woodward - è
che molte delle nostre fonti erano avvocati che lavoravano per Nixon o
i repubblicani. Erano tutte informazioni che provenivano da fonti di
prima mano".

Bernstein, che da anni é uscito dal giro del giornalismo 'che conta' per
dedicarsi a varie iniziative editoriali, ha colto l'occasione per criticare le
modalità con cui il mestiere viene svolto oggi. Nell'era di Internet, per
Bernstein "ci sono troppe pressioni sui giornalisti perché scrivano le
storie sempre più in fretta, a spese della loro accuratezza, e questo è
un problema terribile: la fretta spesso sostituisce l'attendibilità". (ANSA)
MARCO BARDAZZI